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March 28 Fiaba spagnolaUn omino, che abita in una casetta ai margini del bosco, mentre passeggia con un cestino pieno di ottimi funghi incontra un amico, che lo interroga meravigliato: <Che bel cestino di funghi! Come fai ad averlo?> <Sai, dall'altra parte del bosco c'è uno gnomo che adora le storie sui mesi dell'anno. Se uno gli racconta una storia che a lui piace, ti regala un cestino pieno di funghi.> <Anch'io voglio il cestino con i funghi! Ma... tu che cosa gli hai raccontato?> <Gli ho detto: "Mi piace la varietà dei mesi: a gennaio nevica, a febbraio c'è la nebbia, a marzo è nuvoloso, in aprile piove..."> <Ah, grazie.> E se ne va. Il giorno dopo si incontrano di nuovo; l'amico era andato dallo gnomo, ma non aveva ottenuto il regalo: <Ho fatto il mio racconto, tuttavia non mi ha dato nessun cestino con i funghi.> <Ma tu gli hai raccontato una storia sui mesi?> <Certo.> <E cioè?> <Gli ho detto: "Uffa, a gennaio nevica, a febbraio c'è la nebbia, a marzo è nuvoloso, in aprile piove..."> Il Campionato Mondiale di Matematica(Nota: la scelta delle nazionalità è puramente casuale.) Campionato Mondiale di Matematica: i migliori cervelloni da ogni angolo del pianeta si riuniscono per contendersi la medaglia d'oro. Dopo le eliminatorie, vanno in finale un giamaicano, un giapponese, un peruviano, un inglese, un francese e un italiano. Il giamaicano deve abbandonare e tornare a casa perchè ha appena saputo che gli è morto il gatto. I finalisti vengono riuniti al centro del campo, lo stadio è gremito fino all'ultimo posto. La giuria assegna la prova: vince chi dice il numero più grande. Silenzio tra gli spettatori, i cervelloni si mettono in moto. Il giapponese parte col ragionamento: < ... un trilione ... poi c'è un quadrilione ... poi c'è il quintilione ... il sestilione non esiste ... quindi... >. Fa un passo avanti ed esclama: <Un quintilione!> Spettatori in visibilio, sussurri di stupore e meraviglia. Il peruviano, che si era portato avanti col ragionamento, pensa: <Ci possono essere più quintilioni, quindi arrivando il più vicino possibile alla potenza ingegneristica di dieci alla terza ... bisogna moltiplicare per 999> e pensa di avere in pugno la vittoria. Fa un passo avanti, poi spara: <999 quintilioni 999 quadrilioni 999 trilioni 999 miliardi 999 milioni 999 mila 999.> Folla in delirio, urla di approvazione, chi getta per aria il cappello. L'inglese, che era andato avanti a ragionare per la sua strada, calcola: il miliardo è il numero più grande, se dico tanti miliardi che nessuno ne possa dire di più, vinco io. Fa un passo avanti, fa un respiro profondo come quello di un sommozzatore prima di una immersione in apnea, e parte: <Un miliardo ... di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi... > e finisce lì perchè non ha più aria nei polmoni. Folla in delirio, urla, applausi, chi sventola fazzoletti: <E' lui il campione!> <Medaglia! Medaglia!> Cerimonia di premiazione, tutti in fila, il cerimoniere prende dal vassoio la medaglia d'oro completa di nastrino per appenderla al collo, l'inglese abbassa la testa, il cerimoniere allunga le braccia per infilargliela, quando il francese alza il dito ed esclama: <Più uno!> Imbarazzo della giuria, folla nuovamente in delirio: <E' lui il nostro campione!> <E' lui il nostro campione!!> L'inglese viene ignorato e la medaglia viene messa al collo del francese. Gli spettatori lasciano lo stadio e ognuno ritorna al patrio tetto. L'italiano va in stazione per tornare a casa. Mentre è seduto in treno rimuginando sull'accaduto, gli balena un'idea formidabile: <Se avessi detto ancora "Più uno" avrei vinto io.> Il preside e gli studentiIl preside scopre che i professori concedono agli studenti i permessi di uscita dall'istituto con troppa disinvoltura, allora emette una direttiva vietando ai professori di rilasciare i permessi. <D'ora in avanti i permessi li firmo soltanto io. Basta con il lassismo morale. A scuola si viene per studiare, mica ognuno per fare i propri comodi.> Il preside riceve i ragazzi nel suo ufficio. Arriva il primo studente:
<Signor Preside, mi sono qualificato per i Campionati Europei di nuoto. Sono stato convocato da un dirigente della Federazione Sportiva Nazionale.> <Lo so,> commenta il preside <la notizia ha avuto un grande risalto. Ti firmo subito il permesso.> Arriva il secondo: <Signor Preside, mio padre fa l’esploratore. E’ ritornato da una lunghissima spedizione. Oggi c’è un'importante cerimonia cittadina di accoglienza e festeggiamento> il preside aveva già ricevuto dalla segreteria le informazioni sulla vicenda, perciò firma il permesso senza porre ulteriori domande.
Arriva il terzo: <Signor Preside, devo andare a casa per fare il bagno.> <Come ti permetti di portare una simile motivazione?> tuona il preside. <Devo andare subito a fare il bagno perchè sono tutto sudato e quindi mi devo cambiare perchè poi devo uscire con la mamma per prendere l'autobus... > (<Chi se ne frega dell'autobus>) pensa il preside. < ... dobbiamo assolutamente prendere quell'autobus perchè è l'ultimo, dopo non ce ne sono altri; e dobbiamo arrivare in tempo per ritirare l'auto dal meccanico... > (<Figuriamoci se mi faccio intenerire dal meccanico.>) < ... appena abbiamo l'auto riparata dobbiamo subito correre a prendere il babbo quando esce dal lavoro... > (<A questo qui gli manca qualche rotella.>) < ... perchè è lui che ha il portafoglio con i soldi per andare in cartoleria, e dobbiamo arrivare in cartoleria prima che chiuda... > (<E chi se ne frega.>) < ... dobbiamo passare in cartoleria a ritirare i libri; bisogna che ci sia io a ritirarli, perchè solo io posso controllare che siano quelli giusti. E sono i libri di testo che mi servono per studiare.> <Ah beh, allora sì> e gli firma il permesso. December 24 Il ragioniere judokaNel judo la quantità di sforzo necessaria per compiere una mossa è proporzionale al peso dell'avversario. Un ragioniere molto preciso pratica il judo. Prima di iniziare il combattimento si informa chiedendo all'avversario: <Scusi (gli dà del lei perchè nel judo si rispetta sempre l'avversario), lei è 68 e 300 o 68 e 400?> December 10 Il direttore, il rappresentante e la moscaUn rappresentante fissa l'appuntamento per la visita ad un'azienda. Il giorno stabilito, si presenta e viene accolto abbastanza cordialmente dal direttore, che lo fa accomodare nella grande sala delle riunioni, al tavolo centrale. Dopo un paio di convenevoli, il rappresentante tira fuori il catalogo ed inizia ad illustrare gli articoli. Le mosche in estate proliferano. Il direttore tiene con sè una palettina scacciamosche, sempre utile per combattere contro i fastidiosi insetti. Nella sala c'è una mosca che compie un giro di ricognizione, si avvicina al direttore, il quale impugna lo scacciamosche, cerca di colpirla, la mosca fa una finta (le mosche fanno sempre delle finte) e lo scacciamosche impatta sul braccio del rappresentante. Il rappresentante sorvola elegantemente sull'accaduto e prosegue ad illustrare i prodotti. La mosca riparte verso il muro opposto, sale verso un angolo alto della sala, attraversa in diagonale tutto il soffitto, scende in picchiata rasentando la parete, ripete il giro di ricognizione, fa una finta, il direttore fa una finta, la mosca fa una finta e lo scacciamosche impatta sulla guancia del rappresentante. <Ma...> cerca di protestare il rappresentante. <Che bel catalogo, qual è il prossimo articolo che guardiamo?> prosegue il direttore. Il rappresentante continua ad illustrare i prodotti sul catalogo. Il direttore tiene un occhio sullo scacciamosche e un occhio sulla mosca. Il rappresentante tiene un occhio sul catalogo e un occhio sullo scacciamosche. La mosca è interessata al catalogo quasi più del direttore. Quando la mosca si avvicina, il direttore gode e comincia a stringere con maggiore tensione il manico dello scacciamosche; il rappresentante allora tiene tre quarti di occhio sul catalogo e un occhio e un quarto sullo scacciamosche. La mosca fa una tappa sulla vetrata, perlustra la superficie, si rialza in volo compiendo un'evoluzione a 360 gradi, esegue una cabrata, sale ulteriormente in quota, ridiscende con un doppio avvitamento finale, effettua un volo radente, atterra sul tavolo, riparte con decollo verticale, a velocità di crociera si avvicina agli uomini, il direttore afferra lo scacciamosche, la mosca fa una finta, il rappresentante fa una finta per evitare lo scacciamosche, il direttore non fa una finta, manovra una sfrombolata e lo scacciamosche impatta sulla faccia del rappresentante. <Ma insomma...> <Che bel catalogo! Qual è il prossimo articolo da guardare?> December 09 Il contenzioso - 7° episodioDopo qualche tempo... Il signor Faini ha accumulato quindici cause per fatture non pagate. Sta pensando di prendersi un cappello nuovo, per andare in tribunale. Il signor Pollastrelli ha trovato altri clienti. Sta facendo stampare un bel catalogo colorato per presentare i nuovi prodotti.
~~~~~~~~~~~~ Fine ~~~~~~~~~~~~ December 08 Il contenzioso - 6° episodioQuando c'era da andare in tribunale Faini si esaltava. Tirava fuori dall'armadio il vestito per le grandi occasioni. La moglie gli preparava la camicia giusta. Al figlio non gliene poteva importare di meno; in quel periodo l'unica cosa a cui si interessava era il suo ciclomotore nuovo. Stava escogitando, di nascosto, il metodo per allargare il collettore di aspirazione per far andare più forte il motore. <Oggi andiamo in Tribunale!> si infervorò Faini. Rasatura perfetta, baffo ben curato e pettinato. Camicia, cravatta, giacca. Si mise pure il cappello. Passò in ufficio a prendere l'impiegata di fiducia; l'aveva coinvolta in qualità di testimone. Si ignora quanta simpatia ci fosse tra i due, comunque era chiaro che sul luogo di lavoro comandava lui, senza discussioni. Durante tutto il tragitto Faini le inculcò per filo e per segno quello che doveva pensare e quello che doveva dire in tribunale. Per l'impiegata fu la disfatta di Caporetto; dovette sorbirsi le imposizioni di lui, all'andata, tutte le corbellerie dette in tribunale e di nuovo le imposizioni di lui, al ritorno, che le insegnava esattamente quello che doveva dire e quello che doveva pensare. L'impiegata, quando rientrò a casa sua, era allucinata, con gli occhi incrociati e i capelli dritti. In tribunale, la rappresentazione teatrale era stata questa: vi abbiamo venduto i nostri prodotti e ce li dovete pagare; i vostri prodotti non funzionano e non ve li paghiamo (anzi, vi chiediamo pure i danni). Inoltre Faini aveva minacciato querela per essere stato offeso con la peggiore e più vile infamia che possa venire indirizzata ad un essere umano: disertore di appuntamenti.
Fine sesto episodio December 07 Il contenzioso - 5° episodioIl signor Pollastrelli fece ancora qualche sollecito scritto e qualche telefonata: <Signor Faini, avete una fattura con la nostra intestazione; si tratta di una fattura per la quale deve essere eseguito il pagamento.> <Così dobbiamo imparare da voi come si gestiscono le aziende!> <Si determina il metodo di pagamento, assegno, bonifico, quello che è, è, poi si procede con il pagamento del relativo importo al fornitore.> <Hhahhahha... adesso ci insegnate anche come si fa a gestire un'azienda!> Faini di stava divertendo, tanto per telefono la faccia non si vede. <Non è questione di insegnare qualcosa, è questione di pagare le fatture ai fornitori.> <Hhahaha! adesso verremo a Roma a prendere lezioni da voi!> <Signor Faini, ho una sorpresa per voi!> <?> <Signor Faini, vi faccio uno sconto!> <Hhahhahha, adesso ci prova con gli sconti! Signor Pollastrelli, non vi paghiamo neanche una lira.> Il signor Pollastrelli minacciò le vie legali, la qual minaccia non scalfiva minimamente il signor Faini; che rese pan per focaccia, dicendo che avrebbe chiesto i danni per il ritardato completamento delle apparecchiature, a causa del malfunzionamento dei prodotti di Pollastrelli. L'avvocato di Roma verificò la bolla, la fattura, consultò qualche altro documento, quindi disse che tutto era regolare e se la sentiva di sostenere la causa. L'avvocato di Bologna non potè nemmeno scegliere se occuparsi della questione, perchè il signor Faini aveva già vinto la causa: <Senta Avvocato, quello si è comportato in maniera allucinante; quello è un vigliacco, lo distruggiamo.>
Fine quinto episodio December 06 Il contenzioso - 4° episodioIl signor Pollastrelli si recò a Bologna, senza preavviso. Arrivò nell'azienda verso sera; fu fortunato e trovò il signor Faini in ufficio; aveva trattenuto un impiegato per scrivere insieme a lui una lettera di contestazione da mandare ad un fornitore per contestargli una fornitura. Dopo la richiesta del signor Pollastrelli di voler conferire, il signor Faini, che già si era mostrato molto impegnato, negò qualsiasi possibilità di colloquio. All'insistenza del signor Pollastrelli, il signor Faini modulò il tono della voce, dandosi un contegno elevato: <Signor Pollastrelli, come Le ho già detto, la Vostra istanza non ha ancora raggiunto il nostro Ordine del Giorno. Essa non è ancora stata dibattuta in questa sede, perchè non è ancora avanzata lungo il relativo iter al fine di entrare a far parte dell'Ordine del Giorno. La Vostra istanza, presentata con tanta premura e sollecitudine, sicuramente riceverà a tempo debito la dovuta attenzione.> Al signor Pollastrelli pareva di essere in un altro universo: <Signor Faini, sono qui soltanto per la fattura.> <Quando tutte le procedure saranno state esperite, quando tutte le evidenze saranno state prese in considerazione, quando tutte le prove saranno state esaminate, quando tutta la documentazione sarà stata sottoposta ad una concomitante rilettura, il nostro Ordine del Giorno potrà prevedere l'inserimento di cotale questione. Dopo che tutti gli atti amministrativi, contabili ed, eventualmente, altri di interesse, forniti da una parte che rappresenti la Vostra posizione, o da una parte che rappresenti posizioni altrui, saranno stati acquisiti, se l'Ufficio Contabilità presenterà le corrispettive evenienze, il Consiglio Amministrativo potrà addivenire ad una conclusione, con l'auspicio che la Vostra istanza presentata con solerte premura, riceverà, forse totale, forse parziale accoglimento, ma sicuramente e comunque giusta soluzione a completo soddisfacimento dell'una e dell'altra parte, senza preclusione alcuna della possibilità di adire ad un più alto grado di giudizio o di ricorrere ad una Commissione avente, anche se investita di prerogative di sentenza meno vincolanti, giurisdizione esterna. I nostri archivi conserveranno traccia delle risoluzioni addivenute acciocchè le Società o Compagnie commerciali coinvolte od interessate abbiano la possibilità, rispettando le condizioni, i modi, i termini ed i tempi individuati dal regolamento interno, di prendere visione, di consultare e, previa apposita domanda scritta da presentarsi, redatta su modulo in forma dattiloscritta o con caratteri meccanografici, secondo le modalità stabilite dal predetto regolamento più gli emendamenti in vigore al momento della richiesta, poter usufruire di un estratto conforme delle medesime.> Sembrava la relazione diplomatica tra due Nazioni di importanza mondiale. Anche il signor Faini era un essere umano ed alla fine concesse tre minuti di colloquio, al termine dei quali il signor Pollastrelli dovette tornarsene a Roma con la coda tra le gambe. Il signor Faini trattenne l'impiegato fino alle 22 e 30, per scrivere una fantomatica lettera di contestazione. In seguito, il signor Faini modificò, di nascosto, il testo scritto, lo spedì al fornitore, poi fece ricadere la colpa sull'impiegato dicendo che l'impiegato aveva sbagliato tutto.
Fine quarto episodio December 05 Il contenzioso - 3° episodioIl giorno successivo fu la quiete dopo la tempesta. Negli uffici di Bologna si lavorò tranquillamente, arrivavano le normali telefonate quotidiane. Ma il giorno successivo ancora, il signor Pollastrelli telefonò per chiarire la situazione e per dirgliene quattro; Faini era in azienda, accettò di farsi passare la telefonata e così fu scontro di Titani. <Signor Faini, ho aspettato inutilmente il suo arrivo!> <Signor Pollastrelli, come si è permesso di non presentarsi all'appuntamento?> <Cosa dice! Io ho aspettato là...> <Sono io che ho aspettato! Come mai non è venuto?> <Signor Faini, io sono stato sempre là ad aspettare e non mi sono mosso.> <Signor Pollastrelli, io ero là che aspettavo e lei non è mai arrivato. E' la maniera di comportarsi con le persone?> <Signor Faini, io sono stato là ad aspettare sotto il sole!> <Signor Pollastrelli, mi ha fatto aspettare sotto il sole! Che comportamento è mai questo?> <Signor Faini, ho aspettato lei sotto il sole per due ore e mezza! E lei non si è presentato!> <Signor Pollastrelli, sono io che ho aspettato per due ore e mezza sotto il sole!> <Ma come, io ero al casello di Firenze e non ho visto nessuno.> <Signor Pollastrelli, per quale motivo mi ha fatto aspettare per due ore e mezza, sotto il sole?> <Io sono stato lì ad aspettare e lei non è venuto!> Uno urlava forte, quell'altro urlava più forte e tutti e due urlavano più forte per urlare più forte di quell'altro che urlava più forte. Per un quarto d'ora i telefoni fecero i fiammetti. <Signor Faini, ma lei dov'era?> <Al casello di Firenze.> <Io ero al casello di Firenze, sono stato lì e non mi sono mosso!> <Per quale motivo mi ha fatto fare questo giro?> <Io sono arrivato ben prima delle 10 e mezza, poi ho aspettato, ho anche telefonato in azienda, ma in azienda non sapevano niente. Sono stato sempre là ad aspettare!> <Signor Pollastrelli, si renda conto che sono stato sotto il sole ad aspettarla, perchè non è venuto?> <Ho aspettato per due ore e mezza!> <Io ho aspettato sotto il sole per due ore e mezza!> Il problema era che tutti e due avevano aspettato al casello di Firenze ed era l'altro che non si era presentato. Volarono anche parole grosse. <Maleducato!> <Disertore di appuntamenti!>
Fine del terzo episodio
(Fiammetti non esiste nella lingua italiana. Chi ti ha dato il permesso di usare questi termini?)
December 04 Il contenzioso - 2° episodioIl signor Pollastrelli fece la levataccia per arrivare in anticipo all'appuntamento. Mise in conto che poteva incontrare traffico, a Roma, e rallentamenti in autostrada. Inoltre, sotto un certo punto di vista, arrivare in anticipo mostra che si tiene in considerazione l'appuntamento e si ha rispetto per l'altra persona. Dunque il signor Pollastrelli percorse tutto il tragitto autostradale, uscì a Firenze e si dispose all'esterno del casello per attendere l'arrivo del signor Faini. Quando le 10 e mezza furono abbondantemente passate, Pollastrelli iniziò a innervosirsi e pensò bene di telefonare a Bologna per avere informazioni. In azienda Faini non c'era e nessuno aveva notizie di lui. L'impiegata di fiducia di Faini telefonò a casa di lui, ma non rispondeva nessuno. Pollastrelli sotto il sole, era estate, stava cominciando a bollire, e non solo per il caldo. Ogni venti minuti telefonava a Bologna, arrabbiato come una bestia e ad alta voce, ma gli impiegati non sapevano che dire. Pollastrelli attese inutilmente per due ore e mezza, prima di tornarsene indietro. Faini, quella mattina, si era alzato tranquillamente, era andato a Cremona, senza dire nulla in azienda, ed era rimasto a Cremona per tutta la giornata.
Fine secondo episodio December 03 Il contenzioso - 1° episodioDa Roma il signor Pollastrelli telefonò al signor Faini di Bologna: <Signor Faini, la fattura è scaduta da parecchio tempo, quando ce la pagate?> <Signor Pollastrelli, noi paghiamo solamente i prodotti buoni.> <Signor Faini, vi abbiamo venduto 200 pezzi di prodotti buoni.> <Signor Pollastrelli, ci avete dato 200 pezzi dei vostri prodotti schifosi.> <Signor Faini, ma che cosa dice!> <La plastica si rompe, non funzionano, il tubo si intasa, la membrana si spacca.> <Signor Faini, li fabbrichiamo e li collaudiamo noi stessi.> <Si vede che siete scarsi.> Faini stava godendo come un forsennato. <Signor Faini, i prodotti vengono fabbricati con grande cura nel nostro stabilimento. Al termine del procedimento di produzione, vengono tutti collaudati ad uno ad uno. Dal nostro magazzino non esce mai un pezzo se prima non è stato verificato e collaudato.> <Ma non funzionano! Si rompono!> <Signor Faini, anche quelli che abbiamo dato a voi sono stati tutti collaudati. Tutti passano attraverso il processo di collaudo.> <Maledetta quella volta che mi sono fatto convincere ad acquistare da voi!> <Signor Faini, vengo da voi e ne parliamo, senza impegno.> <Ma no... non stia a venire a Bologna...> <Signor Faini, proprio domani devo venire a Bologna.> <Signor Pollastrelli, non stia a venire, io... devo venire dalle vostre parti. Domani io devo andare verso Roma. Facciamo così: lei viene da Roma, io devo andare verso... Roma, ci incontriamo a Firenze.> <Come a Firenze?> <Sì, ci incontriamo a Firenze.> <Ma... come facciamo a incontrarci a Firenze?> <Ci possiamo trovare... al casello di Firenze.> <Al casello?> <Sì, al casello di Firenze va benissimo.> <Allora ci incontriamo fuori dal casello?> Così si misero d'accordo di incontrarsi il giorno dopo, alle 10 e mezza, all'esterno del casello autostradale di Firenze. <Signor Pollastrelli, mi raccomando la puntualità!>
Fine primo episodio December 02 Il manuale delle istruzioniUn tipo va a sbattere la testa contro il muro, allora gli scrivono un manuale su come si fa a vivere la vita: * non devi sbattere la testa contro il muro Dopodiché inciampa in una sedia, allora gli riscrivono il manuale: * non devi sbattere la testa contro il muro * non devi inciampare nelle sedie Dopodiché un giorno apre la finestra, si appoggia al davanzale e cade di sotto, allora gli riscrivono il manuale: * non devi sbattere la testa contro il muro * non devi inciampare nelle sedie * non devi affacciarti alla finestra Dopodiché cade dalle scale, allora gli riscrivono il manuale: * non devi sbattere la testa contro il muro * non devi inciampare nelle sedie * non devi affacciarti alla finestra * non devi cadere dalle scale Dopodiché... November 29 Il Sergente ChiomadoroDa alcuni giorni si stava organizzando un'esercitazione; i soldati dovevano partire per raggiungere una località isolata, in mezzo alla campagna, adibita alle esercitazioni di tiro. Anche il Sergente Chiomadoro faceva parte della squadra di comando. Aveva ricevuto dal Colonnello l'alto incarico di disinceppatore di mitragliatrici. Per le esercitazioni venivano usati alcuni tipi di armi, fra cui le mitragliatrici. Qualche volta può capitare che si inceppi il meccanismo di scatto; il compito del Sergente era dunque quello di intervenire e provvedere al ripristino dell'arma. Il Sergente comparve in ufficio alle 10 ed informò tutti i soldati che stavano nell'ufficio di come lui avrebbe salvato la situazione. L'arma si sarebbe inceppata e tutti sarebbero rimasti allibiti, non sapendo cosa fare. Allora lui, il salvatore, sarebbe intervenuto con la sua abilità ed il suo grande coraggio ed avrebbe salvato la situazione. Spiegò intensamente che per compiere questa operazione occorreva un cacciavite, disse a tutti che andava a procurarselo e quindi uscì. Per tutta la giornata non lo si vide più in giro. Ricomparve alle 17 e 45, trionfante. Annunciò che era riuscito a procurarsi non uno, bensì due cacciaviti, uno più grande ed uno piccolo, non si sa mai. Spiegò che è meglio avere due cacciaviti di dimensioni diverse; se non si riesce con uno, si può sempre provare con l'altro. <Spingo la molla di qua, sposto quest'altro di là, ecco fatto: il meccanismo è disinceppato> tric, trac, tric, trac, tric tric, trac trac, e manovrava il cacciavite nell'aria per spiegare come avrebbe fatto. Il salvatore della situazione. Quindi se ne andò completamente soddisfatto. Ora la spedizione poteva avere inizio. November 20 Il parrucchiere africanoUn salone per acconciature femminili, in Africa, offre un nuovo servizio per le donne che vogliono farsi una pettinatura appariscente e voluminosa, tipo criniera di leone. La cliente viene fatta accomodare sulla poltroncina, come al solito. Il parrucchiere passa sui capelli una lacca profumata, poi posiziona uno struzzo dietro alla testa della cliente. Lo struzzo dà dei colpi di becco sui capelli; ogni ciocca colpita viene sollevata e rimane in posizione grazie alla lacca data precedentemente. Dopo dieci minuti di questo trattamento, i capelli stanno dritti in tutte le direzioni. Il parrucchiere dà un biscotto allo struzzo, che è contento come una Pasqua, dà una passata di lacca fissativa sui capelli della cliente e l'acconciatura è terminata. November 18 Gli animali televisiviIl grande successo degli animali nei cartoni animati e nei fumetti è determinato dal fatto che essi rispecchiano vizi, virtù, difetti, ambizioni, manie, sogni, ideali, speranze, debolezze, pazzie, passioni, delusioni, aspirazioni, sentimenti, avventure e disavventure degli esseri umani. Bugs Bunny è un coniglio, Daffy Duck è un papero nero, Titti è un canarino, Z è una formica, eccetera, eccetera. In alcuni casi viene loro attribuito un carattere che rispecchia quello reale, altre volte invece non lo rispecchia affatto. I topi, come Topolino, Fievel e altri, generalmente vengono rappresentati meglio di come sono nella realtà. Infatti, nella realtà, i topi, non i topolini da laboratorio simili ad un criceto o ad un porcellino d'India, ma quelli selvatici e i ratti di fogna, sono viscidi, dannosi, possono essere portatori di malattie, rosicchiano tutto e poi si nascondono; possono anche provocare gravi danni. Cani, gatti, polli e cavalli vengono rappresentati in maniera abbastanza equilibrata. I lupi sono a volte buoni e a volte cattivi. Gli struzzi sono difficili da classificare, tuttavia gli struzzi in televisione vengono bene. In una trasmissione televisiva fatta di spezzoni, assegnerei la Palma d'Oro allo spezzone dove un giornalista deve fare un servizio sugli struzzi. Il giornalista si prepara ben pettinato, col microfono e si mette di fronte alla telecamera. Gli struzzi sono sullo sfondo. Per i primi secondi va tutto bene, poi uno struzzo si avvicina dietro al giornalista e gli molla un becco. Il giornalista fa finta di niente e continua a parlare. Gli struzzi cominciano a beccarlo continuamente. Bisogna comprendere che uno struzzo è un animalotto di una certa dimensione. Ha delle gambotte con delle cosce che ormai ci si potrebbero fare i prosciutti. Un uovo di struzzo è talmente grande che non starebbe dentro ad una normale padella. Per cucinare un uovo di struzzo ci vorrebbe una padella dalle dimensioni gigantesche. Tutto nello struzzo è tozzo ma robusto. Ha le ali, ma non servono per volare. Ha il becco, ma non è un becco lungo e affusolato; piuttosto è corto e robusto. Una gallina ha uno sguardo mite o impacciato; un'aquila ha uno sguardo fiero e aguzzo. Lo struzzo non ha nè l'uno nè l'altro. Il suo sguardo non è nè stupido come quello di un'anatra, nè acuto come quello di un falco. Non sai se nel prossimo momento se ne sta lì come un imbecille o se ti molla un becco che ti stacca mezzo centimetro di pelle. E' una maschera senza maschera. E' un enigma. Gli struzzi lo beccano inesorabilmente. Il giornalista cerca di far finta di niente, ma gli struzzi lo beccano sempre di più in ogni parte. A un certo punto cominciano a beccargli il microfono. Sembra che i microfoni siano molto interessanti per gli struzzi. Il microfono ha una specie di voluminoso cappuccio di gommapiuma. Serve per attutire i soffi e gli spostamenti d'aria che creerebbero disturbi acustici. Quando gli struzzi sentono questa morbida gommapiuma, si scatenano. Prendono di mira la gommapiuma. Staccano mezzo microfono. Il giornalista continua a cercare di far finta di niente. Lo massacrano. Gli massacrano la pettinatura, gli massacrano la camicia, gli massacrano il microfono, gli massacrano le orecchie, gli massacrano la faccia, gli massacrano il collo. Gli struzzi sono il personaggio televisivo, il giornalista è solo una spalla. November 05 Il Maresciallo CartucciaPer ragioni di servizio il comandante della Compagnia, il Capitano Cherubini, dovette allontanarsi per un certo periodo di tempo. In sua assenza il comando venne assunto dal sottufficiale di grado più elevato, il Maresciallo Maggiore Cartuccia. Poco intuitivo, debole e privo di capacità di comando, non riusciva a tenere in pugno la situazione. Il Colonnello Cicoria convocò a rapporto il Maresciallo Cartuccia: - Maresciallo, le cose stanno andando male; la Sua Compagnia è allo sbando. I soldati arrivano in ritardo all'adunata, se ne vanno in giro a bighellonare, con l'uniforme in disordine e l'aspetto trasandato. - Signor Colonnello, io sono abbastanza bravo, io... io... io... ce la metto tutta... io... io... io... faccio del mio meglio... - Maresciallo, la situazione è pessima. L'altro giorno ho fatto un giro nel vostro reparto e ho visto soldati che se ne stavano in giro a ciondolare senza far nulla, con la divisa in disordine, i bottoni sbottonati, le scarpe sporche, i capelli lunghi e in disordine, la barba tenuta male, il copricapo portato fuori ordinanza. I piccoli occhi del Maresciallo avrebbero voluto nascondersi dietro le spesse lenti degli occhiali da vista. Il Maresciallo Cartuccia era sposato ed aveva tre splendidi bambini. L’unico vezzo rimasto era il capello un po' lungo. - Ho visto di tutto. Ho visto soldati sbracati qua e là, con la divisa sbottonata, le camerate in disordine, le brande sottosopra, gli armadietti fuori posto, i pavimenti sporchi, i cestini pieni di immondizia e nessuno che li svuota. Il magazziniere si riposava sdraiato sopra al mucchio delle coperte e alcuni soldati inseguivano i pesci rossi dentro all’acquario. Questa non è una spiaggia. Maresciallo, questa è una caserma! - e sbattè il pugno sulla scrivania. - Signorsì Signor Colonnello. - Bene, facciamo un piano d'azione, cominciamo a fare un piano per risolvere questo sbandamento. Lei deve cominciare a organizzare la Compagnia. Non ci devono essere in giro persone sfaccendate. Le camerate devono essere tenute in ordine e pulite e così pure i servizi igienici. Se io comincio a prendere dei provvedimenti, per qualcuno qui tira una brutta aria. Poi, Lei deve occuparsi dell'aspetto dei soldati. Anche l'aspetto ha la sua importanza. Lei deve controllare che i soldati abbiano un aspetto ben curato, la divisa indossata in maniera impeccabile, le scarpe e gli anfibi lucidi, il copricapo portato in maniera conveniente e i capelli corti. Ci sono alcuni con i capelli scandalosamente lunghi, la zazzera addirittura. Maresciallo, devono andare a tagliarsi i capelli, questa è vita militare; i soldati sono qui per fare il servizio militare, per svolgere il loro dovere nei confronti della Patria. Maresciallo, per qualcuno tira una brutta aria. Io comincio a prendere dei provvedimenti seri. Faccia capire ai soldati che tira veramente una brutta aria. - Signorsì Signor Colonnello. - I soldati devono avere una giornata produttiva, indaffarata e piena di attività. Ognuno all'interno della Compagnia deve essere organizzato e ognuno deve svolgere le mansioni che gli sono state assegnate. Maresciallo, cerchiamo di creare una Compagnia modello. Lei è il più alto di grado: deve dare ordini, non subire. Lei, in questo momento, è il Comandante della Compagnia! Maresciallo, si faccia valere! - Signorsì Signor Colonnello. - Abbiamo stabilito un piano d'azione; ora Lei deve eseguirlo. E tenga in mente che tira una brutta aria, per qualcuno tira davvero una brutta aria. Fra alcuni giorni verrò a fare un'ispezione nel vostro reparto e voglio che tutto sia in ordine. - Signorsì Signor Colonnello - e si congedò con un rituale ed abbondante saluto militare. Sulla strada del ritorno il Maresciallo Cartuccia rimuginava sull'accaduto: - Dunque... allora... quindi... il Colonnello ha intenzione di andare fino in fondo... qui tira una brutta aria... se il Colonnello comincia a prendere dei provvedimenti disciplinari, povero me, sarà meglio di no... dunque adesso comincio... i soldati devono mettersi a posto... dice che quelli che hanno i capelli lunghi se li devono tagliare... chi è qui che ha i capelli lunghi? I ragazzi devono darsi una sistemata altrimenti... mamma mia! Questa volta il Colonnello fa sul serio. In un vialetto della caserma incontrò il Maresciallo Capo Metamorfosi che stava conversando amichevolmente col Sergente Maggiore Chiomadoro e col Sergente Maggiore Starnazza; loro lo salutarono militarmente ma il Maresciallo Cartuccia proseguì quasi ignorandoli; essendo suoi sottoposti non era tenuto a stare lì a fare troppi salamelecchi. Il giorno dopo il Maresciallo Cartuccia fece radunare la Compagnia e tenne il discorso: - Allora, ragazzi, dovete darvi una sistemata e se io dico che dovete darvi una sistemata, dovete darvi una sistemata. Perchè tira una brutta aria e se io dico che tira una brutta aria, tira una brutta aria. Qui le cose devono cambiare. Innanzitutto cominciate a sistemarvi i capelli, perchè tira una brutta aria. Quindi tagliatevi i capelli, andate a tagliarvi i capelli. Tagliatevi i capelli perchè tira una brutta aria. E un soldato: - Se tira una brutta aria, sarà meglio tenersi i capelli lunghi. November 02 Le informazioni stradali (quelle migliori)- Deve girare a destra, dove c'è il granoturco alto.
(- Se il granoturco non è alto, allora non era la strada giusta?) ------------------------------------- In una pianura tutta coltivata a granoturco: - Giri a destra, dove c'è il granoturco. ------------------------------------- - Prenda la seconda a destra, dove c'è il granoturco alto. - Grazie, buongiorno.
(- L'informazione sul granoturco alto era molto importante.) ------------------------------------- Un rappresentante entra in un bar e domanda una via. Gli danno una risposta rapida, chiara, precisa. Il rappresentante segue le indicazioni, arriva nel posto indicato ma non trova quello che cercava. Aveva solo sbagliato città. (Qualche volta sbagliano anche i rappresentanti.) ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via Scarletti? - Mio nipote abitava in Via Mazzini. - Grazie, buongiorno.
(- Lei non ha un'idea di quanto mi sia stato utile.) ------------------------------------- - Scusi, sto cercando Via Deledda. - Arriva fino alla rotonda, continua per la strada che va dritto, avanti deve girare nella rotonda...
(- Che costruiscono rotonde dappertutto me n'ero accorto. Il problema non è quando entrare nelle rotonde, il problema è quando uscirne.) ------------------------------------- Giugio, Giogio e Giagio stanno conversando sul marciapiede, quando arriva un rappresentante che chiede informazioni per Via Verdi: Giugio: - Via Verdi? Che sia dall'altra parte della città? Giogio: - Non dev'essere da questi parti... Giagio: - Forse non è facile arrivarci... Giugio: - Che sia di là dal ponte, dopo aver preso la strada di qua... Giogio: - Quella strada dove hanno tagliato la siepe? Giagio: - Ci andava mio cognato a prendere il pane. - Grazie, buongiorno. (Buona conversazione.) ------------------------------------- - Scusa, la cartoleria Rimandi? (- Io con questo non ci parlo, sta cercando di abbordarmi perchè sono una ragazza.) ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via delle Industrie? - Io so dov'è Via delle Industrie. - Sì? - Io so dov'è Via delle Industrie. - Sì?? - Io so dov'è Via delle Industrie. - Grazie, buongiorno.
(- Se, oltre a saperlo lei, lo diceva anche a me...) ------------------------------------- Una ragazza ad un uomo: - Scusi, Via Taranto? - Diritto fino allo stop, gira a destra, poi prende la seconda a sinistra, avanti trecento metri arriva su Via Taranto. - Grazie.
(Che imbranato, non ha neanche cercato di abbordarmi.) ------------------------------------- - Scusi, dov'è la Zona della Baraccola? - Uh? - Zona Baraccola. - Uh? - La Zona della Baraccola. - Uh? - Grazie, buongiorno. ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via Longiari? - Io abito qui da cinquant'anni e non ho mai sentito Via Longiari. - Grazie, buongiorno. ------------------------------------- - Scusi, è questa la terza a destra? ------------------------------------- Un rappresentante arriva in una rotonda, da quella rotonda arriva ad un'altra rotonda, da quella rotonda arriva ad un'altra rotonda, da quella rotonda arriva ad un'altra rotonda, da quella rotonda arriva ad un'altra rotonda e si accorge di essere già stato in quella rotonda. ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via Pirandello? - No so de qua... - Grazie, buongiorno. ------------------------------------- - Scusi, Via Pirandello? - Non... - Grazie, buongiorno. ------------------------------------- Ad un ragazzo giovane: - Scusa, mi sai indicare Via Pirandello? - I don't speak... - Ciao, grazie lo stesso. ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via Pirandello? - No qui, no là, no qui no là... - Grazie, buongiorno. ------------------------------------- - Scusa, Via Pirandello? - No capir... - Grazie, ciao. ------------------------------------- Un rappresentante arriva in una rotonda ma non sa in quale strada deve uscire. Guarda i cartelli indicatori ma non riesce ugualmente a capire. Dopo aver fatto tutto il giro della rotonda, siccome ci sta provando gusto, fa un altro giro nella rotonda. ------------------------------------- - Comunque qui ci sono i lavori in corso, lei non può passare sopra alle transenne. (- Grazie, se è per quello, neanche sotto.) ------------------------------------- Un rappresentante deve andare in Via del Setificio; arriva in una rotonda, vede il cartello di Via del Setificio, ma c'è il senso unico (all'incontrario), allora il rappresentante comincia a cercare l'ingresso per Via del Setificio, dalla parte giusta del senso unico. Gira e rigira, dopo mezz'ora si ritrova nella stessa rotonda, col senso unico all'incontrario. ------------------------------------- - He he he, io frego tutti, io non devo domandare a nessuno perchè ho il navigatore satellitare. Devo andare in Via Alpe di Bitorzoluto, quindi inserisco Via Alpe di Bitorzoluto nel navigatore... dunque vediamo... accidenti, è una via nuova, non è ancora presente... ------------------------------------- - Scusi, per arrivare in Via Torino? - In questa strada, quando è umido, i rospi saltano fuori e si mettono sulla carreggiata; lei prima deve scansare i rospi poi dopo cerca quello che sta cercando. Ci sono così tanti rospi che si fa fatica a vedere la strada. - Grazie, buongiorno. (Ma va a morir ammazzato.) ------------------------------------- - Scusi, mi sa indicare Via Messina? - Avanti per questa strada, poi la prima a sinistra. - Grazie, buongiorno.
(- Alle sette di sera dice ancora "buongiorno". Avrà una deformazione professionale.) ------------------------------------- - Scusi, Via Trudolini? - Questa è Via Trudolini. - Il numero 156? - Questo è il numero 156. - La Ditta Martinelli? - Martinelli sono io. - Bingo! November 01 L’automobilista e la nuvola (la rivincita)(Avvertenza: nel finale della storia il protagonista dice “ammasso nuvoloso” e non “nuvola” perchè è una persona raffinata.)
Un tecnico deve recarsi presso un’azienda per svolgere un lavoro. Parte con l'automobile e si trova dentro ad un acquazzone. - Hihihi, ma io ho la strategia giusta. Vediamo, la perturbazione nuvolosa sta andando nella mia stessa direzione, però io posso andare più veloce! Supera la nuvola, ma viene fermato da una pattuglia e si becca una multa. Nel frattempo la nuvola ripassa davanti. L’automobilista riparte all’inseguimento, la risorpassa, poi viene fermato dai municipali che gli fanno la multa. Nel frattempo la nuvola ripassa davanti. L’automobilista arriva a destinazione, parcheggia, mentre esce dalla macchina sta piovendo a dirotto, corre, ma l’ingresso dell’azienda è un po' distante, quando arriva dentro è tutto bagnato come un pulcino: - Ciao, com’è andato il viaggio? - Sono stato inseguito da un ammasso nuvoloso, ma io ero più veloce. Poi ho preso delle multe. Dunque, 600 euro in totale da pagare, ho sempre viaggiato sotto la pioggia, adesso sono tutto bagnato fradicio, beh insomma... però sono sano e salvo! October 31 L’automobilista e la nuvolaAlcuni automobilisti, quando incontrano un temporale od un acquazzone, mentre stanno viaggiando, si fermano per evitare la pioggia intensa. E' una strategia non sempre vincente. Esiste una strategia con una percentuale di successo più elevata. Bisogna comprendere che nell'atmosfera le masse d'aria si muovono continuamente. E' molto difficile tenere qualcosa fermo, senza un ancoraggio a terra, nell'atmosfera. L'essenza dell'atmosfera terrestre è: masse d'aria in movimento. Le nuvole non rimangono mai dove sono. Per ottenere una percentuale di successo più elevata bisogna procedere come segue. Se le nuvole si spostano nella direzione opposta a quella dell'automobile, conviene tirare dritto; conviene passarci attraverso e in breve tempo ci si troverà fuori dall'acquazzone. Se invece le nuvole vanno nella stessa direzione di marcia dell'automobile, bisogna fare una distinzione. Se le nuvole sono più lente dell'automobile conviene andare più forte in maniera da superarle; se invece le nuvole sono più veloci, allora conviene fermarsi, in maniera che esse si allontanano davanti all'automobile. |
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