Maurizio's profileMaurizioPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Maurizio |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
March 28 Fiaba spagnolaUn omino, che abita in una casetta ai margini del bosco, mentre passeggia con un cestino pieno di ottimi funghi incontra un amico, che lo interroga meravigliato: <Che bel cestino di funghi! Come fai ad averlo?> <Sai, dall'altra parte del bosco c'è uno gnomo che adora le storie sui mesi dell'anno. Se uno gli racconta una storia che a lui piace, ti regala un cestino pieno di funghi.> <Anch'io voglio il cestino con i funghi! Ma... tu che cosa gli hai raccontato?> <Gli ho detto: "Mi piace la varietà dei mesi: a gennaio nevica, a febbraio c'è la nebbia, a marzo è nuvoloso, in aprile piove..."> <Ah, grazie.> E se ne va. Il giorno dopo si incontrano di nuovo; l'amico era andato dallo gnomo, ma non aveva ottenuto il regalo: <Ho fatto il mio racconto, tuttavia non mi ha dato nessun cestino con i funghi.> <Ma tu gli hai raccontato una storia sui mesi?> <Certo.> <E cioè?> <Gli ho detto: "Uffa, a gennaio nevica, a febbraio c'è la nebbia, a marzo è nuvoloso, in aprile piove..."> Il Campionato Mondiale di Matematica(Nota: la scelta delle nazionalità è puramente casuale.) Campionato Mondiale di Matematica: i migliori cervelloni da ogni angolo del pianeta si riuniscono per contendersi la medaglia d'oro. Dopo le eliminatorie, vanno in finale un giamaicano, un giapponese, un peruviano, un inglese, un francese e un italiano. Il giamaicano deve abbandonare e tornare a casa perchè ha appena saputo che gli è morto il gatto. I finalisti vengono riuniti al centro del campo, lo stadio è gremito fino all'ultimo posto. La giuria assegna la prova: vince chi dice il numero più grande. Silenzio tra gli spettatori, i cervelloni si mettono in moto. Il giapponese parte col ragionamento: < ... un trilione ... poi c'è un quadrilione ... poi c'è il quintilione ... il sestilione non esiste ... quindi... >. Fa un passo avanti ed esclama: <Un quintilione!> Spettatori in visibilio, sussurri di stupore e meraviglia. Il peruviano, che si era portato avanti col ragionamento, pensa: <Ci possono essere più quintilioni, quindi arrivando il più vicino possibile alla potenza ingegneristica di dieci alla terza ... bisogna moltiplicare per 999> e pensa di avere in pugno la vittoria. Fa un passo avanti, poi spara: <999 quintilioni 999 quadrilioni 999 trilioni 999 miliardi 999 milioni 999 mila 999.> Folla in delirio, urla di approvazione, chi getta per aria il cappello. L'inglese, che era andato avanti a ragionare per la sua strada, calcola: il miliardo è il numero più grande, se dico tanti miliardi che nessuno ne possa dire di più, vinco io. Fa un passo avanti, fa un respiro profondo come quello di un sommozzatore prima di una immersione in apnea, e parte: <Un miliardo ... di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi... > e finisce lì perchè non ha più aria nei polmoni. Folla in delirio, urla, applausi, chi sventola fazzoletti: <E' lui il campione!> <Medaglia! Medaglia!> Cerimonia di premiazione, tutti in fila, il cerimoniere prende dal vassoio la medaglia d'oro completa di nastrino per appenderla al collo, l'inglese abbassa la testa, il cerimoniere allunga le braccia per infilargliela, quando il francese alza il dito ed esclama: <Più uno!> Imbarazzo della giuria, folla nuovamente in delirio: <E' lui il nostro campione!> <E' lui il nostro campione!!> L'inglese viene ignorato e la medaglia viene messa al collo del francese. Gli spettatori lasciano lo stadio e ognuno ritorna al patrio tetto. L'italiano va in stazione per tornare a casa. Mentre è seduto in treno rimuginando sull'accaduto, gli balena un'idea formidabile: <Se avessi detto ancora "Più uno" avrei vinto io.> Il preside e gli studentiIl preside scopre che i professori concedono agli studenti i permessi di uscita dall'istituto con troppa disinvoltura, allora emette una direttiva vietando ai professori di rilasciare i permessi. <D'ora in avanti i permessi li firmo soltanto io. Basta con il lassismo morale. A scuola si viene per studiare, mica ognuno per fare i propri comodi.> Il preside riceve i ragazzi nel suo ufficio. Arriva il primo studente:
<Signor Preside, mi sono qualificato per i Campionati Europei di nuoto. Sono stato convocato da un dirigente della Federazione Sportiva Nazionale.> <Lo so,> commenta il preside <la notizia ha avuto un grande risalto. Ti firmo subito il permesso.> Arriva il secondo: <Signor Preside, mio padre fa l’esploratore. E’ ritornato da una lunghissima spedizione. Oggi c’è un'importante cerimonia cittadina di accoglienza e festeggiamento> il preside aveva già ricevuto dalla segreteria le informazioni sulla vicenda, perciò firma il permesso senza porre ulteriori domande.
Arriva il terzo: <Signor Preside, devo andare a casa per fare il bagno.> <Come ti permetti di portare una simile motivazione?> tuona il preside. <Devo andare subito a fare il bagno perchè sono tutto sudato e quindi mi devo cambiare perchè poi devo uscire con la mamma per prendere l'autobus... > (<Chi se ne frega dell'autobus>) pensa il preside. < ... dobbiamo assolutamente prendere quell'autobus perchè è l'ultimo, dopo non ce ne sono altri; e dobbiamo arrivare in tempo per ritirare l'auto dal meccanico... > (<Figuriamoci se mi faccio intenerire dal meccanico.>) < ... appena abbiamo l'auto riparata dobbiamo subito correre a prendere il babbo quando esce dal lavoro... > (<A questo qui gli manca qualche rotella.>) < ... perchè è lui che ha il portafoglio con i soldi per andare in cartoleria, e dobbiamo arrivare in cartoleria prima che chiuda... > (<E chi se ne frega.>) < ... dobbiamo passare in cartoleria a ritirare i libri; bisogna che ci sia io a ritirarli, perchè solo io posso controllare che siano quelli giusti. E sono i libri di testo che mi servono per studiare.> <Ah beh, allora sì> e gli firma il permesso. December 24 Il ragioniere judokaNel judo la quantità di sforzo necessaria per compiere una mossa è proporzionale al peso dell'avversario. Un ragioniere molto preciso pratica il judo. Prima di iniziare il combattimento si informa chiedendo all'avversario: <Scusi (gli dà del lei perchè nel judo si rispetta sempre l'avversario), lei è 68 e 300 o 68 e 400?> December 10 Il direttore, il rappresentante e la moscaUn rappresentante fissa l'appuntamento per la visita ad un'azienda. Il giorno stabilito, si presenta e viene accolto abbastanza cordialmente dal direttore, che lo fa accomodare nella grande sala delle riunioni, al tavolo centrale. Dopo un paio di convenevoli, il rappresentante tira fuori il catalogo ed inizia ad illustrare gli articoli. Le mosche in estate proliferano. Il direttore tiene con sè una palettina scacciamosche, sempre utile per combattere contro i fastidiosi insetti. Nella sala c'è una mosca che compie un giro di ricognizione, si avvicina al direttore, il quale impugna lo scacciamosche, cerca di colpirla, la mosca fa una finta (le mosche fanno sempre delle finte) e lo scacciamosche impatta sul braccio del rappresentante. Il rappresentante sorvola elegantemente sull'accaduto e prosegue ad illustrare i prodotti. La mosca riparte verso il muro opposto, sale verso un angolo alto della sala, attraversa in diagonale tutto il soffitto, scende in picchiata rasentando la parete, ripete il giro di ricognizione, fa una finta, il direttore fa una finta, la mosca fa una finta e lo scacciamosche impatta sulla guancia del rappresentante. <Ma...> cerca di protestare il rappresentante. <Che bel catalogo, qual è il prossimo articolo che guardiamo?> prosegue il direttore. Il rappresentante continua ad illustrare i prodotti sul catalogo. Il direttore tiene un occhio sullo scacciamosche e un occhio sulla mosca. Il rappresentante tiene un occhio sul catalogo e un occhio sullo scacciamosche. La mosca è interessata al catalogo quasi più del direttore. Quando la mosca si avvicina, il direttore gode e comincia a stringere con maggiore tensione il manico dello scacciamosche; il rappresentante allora tiene tre quarti di occhio sul catalogo e un occhio e un quarto sullo scacciamosche. La mosca fa una tappa sulla vetrata, perlustra la superficie, si rialza in volo compiendo un'evoluzione a 360 gradi, esegue una cabrata, sale ulteriormente in quota, ridiscende con un doppio avvitamento finale, effettua un volo radente, atterra sul tavolo, riparte con decollo verticale, a velocità di crociera si avvicina agli uomini, il direttore afferra lo scacciamosche, la mosca fa una finta, il rappresentante fa una finta per evitare lo scacciamosche, il direttore non fa una finta, manovra una sfrombolata e lo scacciamosche impatta sulla faccia del rappresentante. <Ma insomma...> <Che bel catalogo! Qual è il prossimo articolo da guardare?> |
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|